Najera – Santo Domingo de la calzada – il primo arrivo

20/08/2015

Il sole riposa ancora dietro l’orizzonte. Attende come immbile che giunga per lui il tempo di rinascere, di tornare ad illuminare nuovamente queste terre spagnole. La luna è ancora alta nel cielo a rischiarare la notte. Le sue sorelle stelle sono disposte in figure armoniche attorno alla volta celeste, in una spirale armoniosa di continuo movimento. Le montagne fanno da contorno a questo pacifico paesaggio, oscuro ma allo stesso tempo rassicurante.

Sono le 5:00 della mattina quando chiudiamo dietro di noi la porta dell’hostal di Najera. I passi si articolano uno dopo l’altro sostenuti dalla gioia che si porta dentro questo momento. Sostenuti dalla volontà di godersi a pieno questi ultimi istanti lungo questo meraviglioso cammino. Sono passati solamente nove giorni dalla nostra partenza da Saint Jean Pied du Port ma sembra un secolo. Il tempo sembra essersi fermato, sembra essere tornato a scorrere in modo lento, profondo, ma allo stesso tempo veloce e impetuoso. E’ così che succede quando ogni momento è importante. Quando ogni momento lo vivi a pieno e riesci a cogliere tutta la sua bellezza.

Sembra ieri che siamo partiti, ma sembra anche che siamo su questo tracciato da una vita intera.

Ci sentiamo piantati per terra, sicuri di noi stessi, fisicamente prestanti, e con l’animo disposto ad un continuo scambio con ciò che ci circonda. Soffriamo meno le paure e le insicurezze. Ci siamo lasciati guidare fino a qui ed è stata una meravigliosa e continua scoperta.

Arriviamo ad Azofra in un battibaleno. Non una esitazione, non una fermata. Il paesino, nascosto dall’oscurità, da l’idea di essere un luogo molto carino, ben curato, con una profonda storia. Un luogo ideale dove poter sostare e riposare.

A quest’ora un unico bar è aperto. Passiamo davanti alla porta illuminata gettando per sbaglio gli occhi dentro. Dei visi amici ci guardano increduli, e noi con loro. Ritroviamo alcuni superstiti del gruppo dei “Vicentini”. L’emozione è forte, mai avremmo pensato di rivederli. Entriamo e li abbracciamo calorosamente, approfittandone anche per fare colazione.

Ieri sera loro non erano con noi, si sono appena svegliati e si stanno preparando per la partenza. Pensavamo di non rivederli mai più ma il Camino ce li ha fatti trovare nuovamente davanti per un ultimo saluto che, ha il sapore di un addio.

Najera - Santo Domingo de la calzada - baglioreLa marcia prosegue facendoci entrare nel fitto buio dei campi coltivati. Il sordo rumore dei pneumatici delle auto che sfrecciano nella tangenziale, distante da noi parecchi chilometri, ci fa da sottofondo musicale interrompendo di tanto in tanto i suoni della campagna.

Un timido bagliore sale alle nostre spalle, dietro a quelle colline che ieri abbiamo attraversato con tanta fatica. Le stelle ad una ad una iniziano a spegnersi, non è più il loro tempo, una luce più grande sta nascendo all’orizzonte.

La sensazione è bellissima. Essere svegli durante le prime luci dell’alba. Annusare i profumi del primo giorno, l’umidità dell’aria. Sentire la reazione del corpo che, seppure abbia già percorso quasi dieci chilometri, si riempie per un istante di energia, diventa tonico e pronto all’azione. E’ solamente un raggio di sole, che attraversa quasi per sbaglio l’atmosfera terrestre, ed è capace di fare tutto questo..che meraviglia!

Proseguiamo incantati seguendo le sfumature dei colori alle nostre spalle, camminando all’indietro per lunghi tratti per non perderci questo spettacolo.

Purtroppo per la prima volta in questo cammino abbiamo la sensazione che il tempo stia scorrendo inesorabilmente, avvicinandoci sempre di più al nostro primo arrivo.

Najera - Santo Domingo de la calzada - ombreLa terra appena arata di fianco a noi assume prima un colore rosso acceso, per poi attenuarsi verso la sua tonalità abituale. Le ombre sono ancora lunghe mentre ci avviciniamo e ci avventuriamo in lunghi rettilinei pianeggianti.

Ci fermiamo per una ulteriore sosta in mezzo al nulla, gettandoci a terra sul ciglio della stradina sterrata, abbandonando gli zaini e gustando questa aria di libertà.

Il sole sale con sempre maggiore fretta, segnando quanto manca alla nostra meta. Quando avrà percorso la metà del suo arco giornaliero dobbiamo essere alla fermata degli autobus di Santo Domingo de la Calzada.

Scendono le segnalazioni dei chilometri lungo la strada. Alle 10:00 tocchiamo quota meno 565 a Santiago. Più di 200 ne abbiamo percorso in soli nove giorni. Forse non sarà una impresa da guinness dei primati, ma sicuramente siamo grati al nostro corpo per averci permesso di vivere questa avventura.

La strada sale per l’ultima volta, i campi di grano tagliato ci circondano fino a dove il nostro sguardo può arrivare. Arriviamo in cima, al nostro fianco qualche albero da frutto assetato per la siccità. Non potrebbe sopravvivere se non ci fosse un uomo che provvede a dissetarlo di tanto in tanto. Donandogli le sue cure, facendolo sentire importante, instaurando così una relazione di mutuo aiuto, una relazione simile a quella del Piccolo principe con la sua Rosa. L’albero dona i suoi frutti e la sua ombra nelle calde giornate estive mentre l’uomo provvede al suo nutrimento ed al mantenimento della sua salute.

In fondo alla discesa, oltre i campi coltivati, ecco la sagoma della nostra meta. Siamo già, quasi arrivati.

Questa discesa è la più dura. Non per la pendenza, nè per la tipologia del terreno. I nostri passi lungo il cammino di Santiago stanno per terminare, e questa oggi è la fatica più grande. Ad uno ad uno sentiamo l’appoggio del piede sulla terra, il peso delle cinghie dello zaino sulle spalle, il sudore nella maglietta che ti bagna la schiena. Tra poco tutto questo sarà solamente un ricordo. Tra poco dovremmo ritornare alla nostra casa.

Mi fermo distendendomi a terra al centro del campo, il magone sta già per salire, respiro l’aria calda, cercando di riempire lo sguardo di questa natura così immensa mentre una lacrima scende dal mio viso. So già che tutto questo mi mancherà.

Quando la discesa finisce attraversiamo una periferia malconcia, una fattoria con tutti gli attrezzi per coltivare il grano, degli edifici ai bordi delle strade che sembrano abbandonati.

Najera - Santo Domingo de la calzada - ufficio informazioniCon le ultime frecce giungiamo all’ufficio informazioni. Qui un cartello ci informa che siamo a meno 550 chilometri da Santiago de Compostela.

In un bar mangiamo qualcosa prima del nostro rientro, abbiamo ancora un’ora a disposizione. Ci avviamo quindi, quasi in stato confusionario, per le vie del centro.

Con malinconia guardiamo le frecce gialle che ci hanno portato fino a qui, voltiamo lo sguardo in dietro, nella speranza di scorgere le sagome dei nostri amici, nella speranza, quasi, che qualcuno ci annunci che possiamo ancora proseguire. Che ci dica che non dobbiamo terminare qui il nostro viaggio.

Passiamo alcuni minuti a contemplare la piazza della chiesa, la sua imponenza. Entriamo per apporre il sello nella credenziale, simbolo che per quest’anno siamo arrivati fino a qui.

Santo Domingo de la Calzada è proprio un paesino carino. Fondata nel 1044 in ricordo del leggendario Santo Domingo, famoso per aver costruito un ponte per facilitare il passaggio dei pellegrini sopra il fiume Oja.

Non capiamo però la vera importanza di questo storico personaggio, quanto quest’uomo sia importante per questa regione. I nostri animi sono troppo tristi per l’imminente dipartita.

11:35, dobbiamo avviarci verso la stazione degli autobus. Voltiamo l’ultima volta lo sguardo per vedere la strada che abbiamo percorso. Eccoli lì, i nostri compagni di cammino stanno arrivando proprio in questo momento. “La Pausini”, “I Coordinati”, “I Giovani” appaiono uno dopo l’altro dietro alla curva che precede la chiesa.

C’è tempo per un ultimo addio, per un ultimo abbraccio, per un ultimo ricordo dei bei momenti trascorsi assieme. Alcuni di loro giungeranno alla meta quest’anno, portando nel cuore anche noi, le nostre speranze e tutte le cose che fino a qui abbiamo appreso e condiviso. Tramite loro è come se un briciolo della nostra fatica, della nostra gioia, dei nostri moti di spirito, un briciolo dei nostri desideri e delle nostre offerte, giungerà alla tomba di San Giacomo e rimarrà lì, paziente, ad attendere il nostro arrivo.

Nejea - Santo Domingo de la calzada

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sei umano? *