Il Camino de Santiago, l’inizio della storia

Premessa

Ed eccomi qui. Dopo aver percorso la terra spagnola da Est a Ovest seguendo il calare del sole, seguendo la “via lattea”, quella via che dalla Francia i pellegrini di tutti i tempi percorrevano per giungere a Santiago de Compostela prima e alla fine del mondo poi.

Eccomi qui, con un bagaglio inestimabile di speranze ed esperienze, con una diversa sensazione di scorrere del tempo, con una diversa percezione di quello che mi circonda.

Un viaggio lungo un anno, diviso in due parti distinte, uguali ma profondamente diverse.

Un viaggio composto da tre partenze e da due arrivi.

Un viaggio esteriore fatto di kilometri, fatica, sole, pioggia, salite e discese ma soprattutto un viaggio interiore nel profondo del mio essere.

Un viaggio sognato per molti mesi leggendo il libro intitolato “Il Cammino di Santiago” di Coelho e guardando l’omonimo film che ha attirato nel Camino numerosi pellegrini da tutte le parti del mondo.

Un viaggio che ho deciso durante il Camino di scrivere e raccontare. Di raccontare ai possibili 10 lettori di questo testo (cit.), ma soprattutto di raccontare a me stesso. Perchè è stato un viaggio talmente profondo, talmente importante, che per non credere si tratti solamente di un sogno ho la necessità di vederlo impresso su queste pagine.

Ogni persona intraprende il Camino di Santiago con un proprio obiettivo, che sia spirituale, religioso o sportivo. Alcuni non sanno il perchè lo fanno fino a che non ci entrano, altri non lo scoprono nemmeno alla fine. Ma tutti sono in accordo su una cosa: il camino ti cambia. Per quanto riguarda me, ho intrapreso il Camino insieme alla mia sposa. Un cammino quindi di coppia ma un cammino anche personale. Perchè? Per trovare me stesso, guardarmi dentro e scoprire cosa nella vita di tutti i giorni non và, da dove nasce questo senso di inquietudine interiore che mi fa continuamente muovere, viaggiare da una città all’altra in cerca di chissà cosa.

Racconterò il viaggio sotto vari punti di vista. Racconterò la natura ed i paesaggi, i paesi attraversati ma sopratutto i moti interiori che li hanno accompagnati, le riflessioni, le emozioni, le condivisioni e le esperienze. Perchè il cammino ti da cose differenti in base al giorno e all’ora in cui decidi di transitare in un dato tratto, in base al saluto che decidi di dare o negare, in base a dove il tuo sguardo si rivolge.

Il primo arrivo

Arrivo a Saint Jean Pied de Port frastornato, l’esperienza del pellegrinaggio nel deserto del Neghev avvenuta qualche mese prima mi ha completamente destabilizzato, mandando all’aria tutte le poche certezze che avevo. Mi sento indifeso ma anche arrabbiato, arrabbiato con Dio? Forse si, o forse sono solo arrabbiato con me stesso per non riuscire ad integrare quell’esperienza dentro di me, per non riuscire ad accettare lo stravolgimento (in positivo) che è avvenuto nella persona che Amo. L’arrivo a Saint Jean è preceduto da un pianto liberatorio nell’esprimerle tutto questo mio disagio, ma già dopo il pianto qualche speranza si libera in me. E’ proprio vero che piangere apre nuove possibilità nella mente, aiuta a lasciare andare tensioni e nervosismi, crea nuovo spazio in cui è possibile ripartire.

Camino de Santiago - Saint Jean Pied de port

Arriviamo con la nostra auto carica di zaini, vestiti, fornelletto, gavetta e materassini, con le nostre aspettative e speranze e la lasciamo nel parcheggio. Ci ritorneremo però poco più tardi per riporre alcuni oggetti che pensavamo fossero indispensabili per intraprendere questa via ma che in realtà ci rendiamo già conto che non lo sono (e per fortuna).

Saint Jean è un paese medievale arroccato su un vecchio castello, costruito in blocchi di pietra e punto di partenza del Camino Frances oltre che ottimo punto di villeggiatura ai piedi dei pirenei. Il punto di congiunzione di tre vie che dal centro europa i pellegrini percorrevano per arrivare a Santiago de Compostela.

Un paesino incantato in cui il tempo sembra essersi fermato, in cui si respira già un’aria differente, un’atmosfera elettrica, piena di tutto quell’entusiasmo che i pellegrini, giunti fino a qui da diverse parti del mondo, hanno con se.

Avviandoci verso il centro di accoglienza degli amici del camino (dove arriveremo a 10 minuti dalla chiusura serale) iniziamo a gustare il clima del paese. Notiamo le prime frecce all’interno della cittadina, e la concha, simbolo del cammino di Santiago incastonata lungo la strada. L’emozione è forte, l’indomani mattina parte il nostro viaggio, un viaggio nel presente, nel passato e nel futuro dell’essere umano.

Camino de Santiago - Saint Jean Pied de port - portone di uscita

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