Ritrovarsi

Posadas, 22 dicembre 2013

I primi giorni a Posadas sono stati difficili, anche se l’accoglienza, come sempre, non ha deluso: Ilu, padovana che lavora per Jardin de los Ninos Argentina da diversi anni (quando, nel 2008, siamo venuti la prima volta, lei era volontaria SVE, nel suo primo anno a Posadas) ci ha accolti con un abbraccio caloroso al terminal de omnibus e ci ha accompagnati alla casa degli ospiti accanto all’hogar delle ragazze madri. Ci ha poi aiutati durante tutta la settimana a interpretare i cambiamenti che abbiamo trovato e che un po’ ci hanno spiazzati.

Siamo arrivati a pochi giorni dal Natale: le attività dell’associazione sono sospese per le feste. E ora, che facciamo qui? Saremo di disturbo per questa gente che ha lavorato finora e che si merita un po’ di vacanza? All’hogar, il luogo che più frequenteremo, l’unico che non può permettersi una sospensione nemmeno per un giorno, non c’è nessuno che conosciamo: le mamme si fermano per brevi periodi di tempo, e vengono quanto prima aiutate al reinserimento nella società. Siamo venuti fino a qui per trovare i nostri amici di Jardin, ma ci troviamo a partire quasi da zero. Che strano Natale sarà…

Tante paure che presto si sono dimostrate infondate. Nessuno, neanche per un secondo, ci ha fatto sentire fuori luogo. Siamo stati accolti da tutti, persone conosciute e nuovi incontri, con calore, affetto e disponibilità. Una volta usciti dallo schema occidentale del “tutto e subito” ci siamo ricordati di un insegnamento che avevamo già appreso la prima volta che siamo stati qui, ma che avevamo dimenticato: l’importanza del tempo. Semplicemente spendere del tempo, questi giorni, con le giovanissime mamme dell’hogar e con i loro bambini, ci ha regalato una famiglia con cui passare la vigilia di Natale dall’altra parte del mondo. Una domenica pomeriggio improvvisata di “lezioni di shiatsu” ci ha avvicinati aumentando il contatto, instaurando relazioni vere. La lingua non è un ostacolo perchè le persone hanno la pazienza di aspettare, di aiutarti ad esprimerti, di parlare lentamente per farsi comprendere: non ci siamo mai sentiti ospiti, stranieri, estranei.

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