La Manioca

Posadas, 29 dicembre 2013

“C’era una volta, in un villaggio Guaranì una bambina che si chiamava Mandù. Viveva, assieme ai suoi genitori e ai suoi fratelli, di quello che la foresta poteva offrire. Mandù era una bambina molto sensibile, ma tutti gli altri bambini della tribù la prendevano in giro perchè le sue mani erano grandi ed un po’ stane e perchè non riusciva a camminare bene. Un pomeriggio, mentre riposava nella sua capanna, la bambina fece un strano sogno. Stava correrendo libera e felice nella foresta: ad un certo punto, vide un grande e bellissimo albero, si mise a scavare e trovò un’immensa ricchezza. A quel punto si svegliò e sentì, nell’altra stanza, parlare tra loro mamma e papà. <<Se non piove tra poco non avremmo più nulla da mangiare>> diceva la madre preoccupata <<e non so se nostra figlia, già debole, riuscirà a sopravvivere a questa carestia>>. Mandù comprese allora cosa quel sogno voleva dirle. <<Presto, portatemi in mezzo alla foresta!>> disse ai genitori, entrando nella stanza con irruenza. Essi, pur non capendo il perchè di tale richiesta, la esaudirono. Nella foresta, la bambina trovò l’albero che aveva sognato e disse: <<Scavate qui e ponetemi all’interno della buca, poi andate e tornate tra qualche settimana>>. Il fratello si mise subito a scavare e, assieme al padre, pose le gambe di Mandù all’interno della buca. La madre continuava a non capire e non voleva lasciare la figlia, ma il padre capì che stava per succedere qualcosa di molto importante. Tornarono dunque al villaggio e, qualche giorno dopo, iniziò finalmente una grande pioggia. I genitori, preoccupati, si recarono dove avevano lasciato la figlia, ma al posto suo trovarono una grande e bellissima pianta. La presero e la portarono al villaggio. Così scoprirono che aveva delle radici buonissime da mangiare, ma la cosa più sorprendente fu che capirono come, piantando parte del tronco della pianta sotto terra, essa rinascesse e portasse altro futto. Da quel momento, questa piccola tribù non ebbe più problema di procurarsi del cibo, e la pianta fu chiamata Manioca in onore della piccola Mandù.”

Una mattina, abbiamo conosciuto un cantastorie. Un uomo con lineamenti nativi e dal grande carisma, che quotidianamente si reca nelle zone remote della provincia di Misiones per raccontare le storie in cui affonda le sue radici la cultura di questi luoghi. Affascinati dalla sua vita, gli abbiamo chiesto di raccontarci una storia. A bocca aperta l’abbiamo ascoltata, mentre la raccontava, anzi, la recitava come un attore, incantandoci e facendoci sognare… Ecco come abbiamo conosciuto la storia della manioca.

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