C’era una volta

C’era una volta un rio, il Paranà. C’era una volta una città, Posadas. C’era una volta una piccola isola ora divenuta diga.

Ed eccoci qui, ritornati dopo 5 anni a guardare quanto questo luogo sia cambiato ed ascoltare le testimonianze della gente del posto su come siano cambiate le loro vite.

Vediamo un piccolo canale che passa a fianco del barrio San Jorge essere divenuto un ramo del grande lago artificiale che si è formato. Tutte le strade e i ponti dei dintorni sono stati abbattuti e ricostruiti, gli argini rialzati. Ci ricordiamo di una piccola baracca che, nel 2008, stava sulla riva di questo canale ed esponeva striscioni di protesta contro la diga. Ora, la casetta di legno ha lasciato spazio alle ninfee che crescono sull’acqua, non più fluente ed impetuosa come un tempo.

La Costa Nera è stata ingrandita ed è servita per alzare gli argini del fiume ed evitare che l’acqua inondi le strade. Arriva fino a Candelaria (una piccola cittadina che si trova lungo la ruta 12): c’è stata una gara tra le città di Posadas ed Encarnacion (che stanno sui due lati del rio) per la Costa Nera più bella.

Porto Encarnacion prima diga Yaciretà
Porto Encarnacion prima della diga di Yaciretà

Spiaggette, chioschi, locali, lunghi camminamenti e circuiti in cui poter fare sport lungo il lago sono stati costruiti in entrambe le rive..ma quale tra le due è la più bella, ci chiediamo?

Sicuramente quella Paraguaiana, ci viene detto. Vi ricordate il vecchio mercato Paraguagio di Encarnacion? Tutte le bancherelle, la gente per la strada e i chioschi con l’asado? Si, certo, nel 2008 stava iniziando ad essere sommerso…. Bene, ora non c’è più! Quel che c’era è stato abbattuto e completamente sommerso, e sostituito da questa nuova costa.

Mano a mano che incontriamo persone, chiediamo a tutte la stessa cosa…cosa ne pensate di questa diga? Vi piace?

Si, è molto bella. Io ho vissuto in molte città e sono qui a Posadas da circa 10 anni, ma prima di questa diga la città era ferma, nessuna opera, nessun segno di sviluppo. Invece ora è diverso. Hanno rimodernato tutta la costa, e finalmente sembra una città moderna.

Dice a Fede un tassista mentre lo porta a recuperare il passaporto dimenticato a casa.

E’ una grande opera, ma non sono d’accordo. Da quando è stata riempita d’acqua la zona, il microclima è cambiato. Gli inverni sono molto meno freddi di un tempo e durano veramente poco. Per questo motivo, ed anche per l’acqua più stagnante, è anche aumentato il numero di zanzare. Ci sono acquazzoni improvvisi che piombano sulla città: essi sono causati in parte anche dal disboscamento delle zone circostanti. Lungo la Costa Nera hanno piantato un sacco di palme! Belle, certo… ma avrebbero per lo meno potuto piantare una varietà della nostra regione anzichè palme Brasiliane…tutta una questione di convenienza economica.

Questo è quanto ci riferisce un’altro tassista lungo la ruta 12, ed effettivamente non ha tutti i torti…qualche giorno prima ci trovavamo nella spiaggetta della Costa Nera e, poco dopo essere arrivati, siamo dovuti fuggire e rifugiarci in uno dei bar perchè stava per arrivare un temporale fortissimo. Il cielo era diventato rosso, come la terra di Misiones, facevamo fatica ad avanzare perchè il vento ci spostava a destra e sinistra e la città di Encarnacion, dall’altra parte del fiume, era sparita dalla nostra visuale. Sono normali questi temporali? Chiediamo ad una ragazza che lavorava nel bar che abbiamo usato come rifugio.

Beh, da un po’ di tempo a questa parte si. Una volta no, ma ormai almeno una volta al mese capita.

Poco dopo, Ilaria ci fa vedere un video impressionante del tetto della casa dove abita in affitto che si stava quasi per staccare dalla forza del vento. Per quanto la casa potesse essere stata costruita male e al risparmio, il video rendeva perfettamente l’idea di quanto fosse stato forte quel temporale.

Posadas baracche prima diga Yaciretà
Posadas baracche nel canale prima della diga di Yaciretà

E tutte le baracche che prima erano lungo la costa?

Tutta quella gente è stata evacuata, sono state regalate loro delle case in quartieri costruiti ex-novo lontano dal centro. Il problema è questo: quelle persone vivevano delle attività che svolgevano vicino al fiume e non volevano andarsene. Molti di loro hanno perciò rivenduto la casa e sono ritornati vicino all’acqua: nei nuovi centri abitati, è proliferata la micro-criminalità (come altro sopravvivere senza lavoro e lontani dal centro?).

Anche pescare è più difficile: i pesci sono meno perchè non riescono a risalire per deporre le uova, visto che c’è la diga a bloccarli.  Inoltre, in questo modo è molto più difficile riuscire a trovarli. I luoghi abituali e gli anfratti naturali dove si rifugiavano non ci sono più. Tutti i punti di rifermento vanno ricostruiti.

Tutto questo ci fa molto riflettere sul potere dell’uomo di modificare il sistema in cui vive tramite le sue opere e su come gli equilibri creati dalla natura nei millenni possano essere sconvolti da noi nel giro di pochi anni. Abbiamo cercato di raccontare questo cambiamento senza giudizio, ma siamo rimasti davvero impressionati, così da chiederci: è veramente sensato rompere gli equilibri del pianeta? Quanto invasivo è l’intervento dell’uomo sulla natura? Stiamo davvero custodendo il “giardino” che ogni giorno ci permette di compiere la nostra esperienza di vita?

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